Da “Lettera a una professoressa”

Barbina  è  una Chiesa posta tra il borgo  e  i campi.

I paesi intorno sono  disabitati,  ma i nostri  genitori  sono rimasti qui  perché  c’è  la nostra  scuola.

Noi abitanti di Barbina siamo 39, i nostri babbi fanno i contadini o gli operai e noi bambini li abbiamo sempre aiutati nel lavoro.

Ora andiamo a scuola dal Priore.

La nostra scuola è privata e occupa due stanze della canonica.

Siamo 29 alunni, l’orario è dalle 8 di mattina alle 19 di sera.  

Non facciamo ricreazione ma in inverno usciamo

e d’estate nuotiamo in una piscina che abbiamo costruito  noi.

Queste sono  materie scolastiche  che  il Priore  ci  insegna.

Dice che  serviranno  nella  vita.

Queste  notizie  sono  tratte  dal  libro Lettera a una  Professoressa che è stato scritto da Don Milani  con la collaborazione di  tutti  gli alunni nel  1973.

La  scuola  è  durata  13  anni dal 1954  al pomeriggio  del  19  giugno 1967,  quando  il Priore è stato  seppellito  davanti  alla Chiesa.

Don Lorenzo Milani negli anni 60 suscitò grande scalpore nel mondo della scuola ribaltando il concetto che solo i bravi potevano andare avanti, pensava che tutti avessero il dritto di ricevere una educazione scolastica che li rendesi in grado di affrontare la   vita da pari a pari. 

La Chiesa osteggiò sempre  Don Milani  ma lui riuscì  a  rimanere  al  auo  interno e  svolgere  il   suo  lavoro  di  parroco.

Sui  muri  della  Chiesa  di Barbina  c’è  scritto

“I care” il  contrario  di “me ne frego”.

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5 Comments to “”

  1. DON MILANI ERA IL PRIORE DI BARBIANA .. SCUSATE L’ERRORE

    1. Cara Marilda, Sabrina mi aveva detto di te e di quanto sapessi scrivere con ironia e intelligenza . Io aggiungo anche con grande cuore . È molto bello leggerti , maestra Annalisa

  2. Don Milani ha indicato un nuovo approccio educativo per formare i giovani nella libertà e nella possibilità. Quindi I don’t care about your ERRORE …I care about educaton !
    Sabri

    1. I agree! W Don Milani, questo significa essere AVANTI e rendere tutti uguali

      1. “Se si potesse globalizzare il pane, sarei dalla parte della globalizzatori, ma non fin quando ci sarà anche una sola persona nel mondo condannata a morir di fame”
        José Saramago

        Le consiglio anche un bellissimo libro di questo meraviglioso e sapiente autore, “Viaggio in Portogallo”, che sono certa la farà sognare.

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